Comprare la felicità

Barzellette: Comprare la felicità
C’è Pierino in macchina con il padre, ad un certo punto vede due prositute e domanda al padre:
- Babbo, babbo! Chi sono quelle due signorine lì mezze nude?
Il padre con tono piuttosto imbarazzato gli dice:
- Pierino, quelle due signorine vendono la felicità…
Dopo tre giorni, Pierino va a fare una passeggiata e rivede le prostitute, gli si avvicina e dice ad una di queste:
- Mi scusi signorina, ho qui 20 euro che mi ha regalato la nonna, volevo comprare un po’ di felicità!
La prosituta, piuttosto sorpresa, lo porta a casa sua e gli prepara tre fette di pane con nutella. La sera ritorna a casa e il padre tutto preoccupato gli chiede:
- MA DOVE CAVOLO SEI STATO FINO AD ADESSO???
Pierino dice:
- Sono stato a comprare la felicità!
Il padre rosso in viso lo guarda e con voce bassa gli di ce:
- Ah… ehm… come è andata?
Pierino lo guarda con naturalezza e gli fa:
- Guarda babbo, le prime due sono riuscito a finirle, ma la terza l’ho leccata e basta!

E’ a metà cottura

Barzellette: E’ a metà cottura
“Mamma – chiede pierino – E’ pronta la minestra? Ho una gran fame…”
“Devi aspettare tesoro: E’ a metà cottura”
“E tu dammi la metà già cotta”

Un enorme toro nero

Un enorme toro nero, una montagna di carne e muscoli possenti, pascola placido in un verde e deserto prato di montagna. Ad un certo punto coglie uno strano movimento, laggiù in fondo al pascolo: un piccolo puntino bianco che si muove a balzelli nella sua direzione. Il toro, vagamente incuriosito, segue il puntino con lo sguardo, senza peraltro riuscire a distinguerne la natura: sembra come una palletta di pelo bianco, che, saltello dopo saltello, punta dritto verso di lui. Piano piano la palletta si avvicina,finchè, ormai giunta a pochi passi, il toro non s’accorge che si tratta di un graziosissimo coniglietto bianco. L’animaletto compie gli ultimi balzelli e si ferma di fronte al toro. “Ans, ans… che corsa… ans..ehi cazzone! fatti da parte che ho fretta! ans..” grida il coniglietto con la sua vocina chioccia. Il toro lo osserva ruminando, impassibile. “Ehi, grosso idiota! Non mi hai sentito?? Ti ho detto di lasciarmi passare, se non vuoi che ti prenda a calci nel culo fin giù a valle!” Il toro continua a ruminare, senza fare una piega. “Ma che hai, le orecchie piene di merda? Se non ti sposti entro dieci secondi, quant’èvvero che mi chiamo Poldino, giuro che ti rompo il culo e non smetterò nemmeno quando mi chiederai pietà in ginocchio, capito frocione? Allora…pronto? E unooo… dueeeee… treeee…quattrooo…” Emettendo uno sbuffo di noia, il toro si gira su se stesso, alza la coda, seppellisce il coniglietto sotto una montagna di merda e se ne va, placido e tranquillo. Passano i minuti, le prime mosche cominciano a banchettare sulla piramide di escrementi, quando una zampetta emerge dalla cima, poi la seconda, infine spunta la testa del coniglietto, tutta imbrattata di merda. L’animaletto si pulisce gli occhietti, si guarda intorno e, scorto il toro all’orizzonte, grida: AH…HA! TI SEI CACATO SOTTO,… EH..!!!